Le notti bianche, F. Dostoevskij: recensione

Le notti di bianche, opera di Dostoevskij, turba e ammalia, deride e consola. 
"Era una notte incantevole, una di quelle notti che succedono solo se si è giovani, gentile lettore"

Carissimi Readers, oggi presento, con un pò di ritardo, la recensione della mia ultima lettura di Gennaio. Si tratta del classico di Dostoevskij Le notti bianche. È un grande romanzo che ti avvolge come solo uno scrittore del suo calibro sa fare. Se avete letto anche voi questo libro ditemi cosa ne pensate o se vi è piaciuto. 
Alla prossima lettura e che un buon libro sia con voi!


SCHEDA TECNICA

Le notti bianche, F. Dostoesvkij, Oscar Mondadori
Recensione-La bottega delle recensioni


Titolo: Le notti bianche
Autore: Fedor Dostoevskij
Pagine: 84
Prezzo: 9,00 euro
Genere: Classico Ottocento

TRAMA
In una notte magica un giovane, sognatore romantico solitario, passeggia per le vie della città quando incontra una giovane fanciulla lungo il fiume. Nasten'ka piange per la fine del suo amore e trova nel giovane un affettuoso amico a cui rivelare il suo dolore.
Per quattro notti i due si incontrano ma al mattino successivo la triste verità si svela al protagonista e qualcosa lo dividerà da Nasten'ka.

RECENSIONE

"Era una notte incantevole, una di quelle notti che succedono solo se si è giovani, gentile lettore"
(Le notti bianche, cit. p.3)

Questo incipit, così diretto e coinvolgente, presenta il protagonista al lettore, introducendo sin da subito un dialogo diretto con lui. Per tutta la storia, infatti, si avrà  la sensazione di esserne spettatore privilegiato, a tratti confessore indiretto, grillo parlante. Più di una volta gli ho parlato, tanto realistico è il rapporto che Dostoevskij ha saputo creare. 

Le notti bianche è la storia di un amore che nasce, esplode e fagocita se stesso in sole quattro notti, fatte di parole, di sfoghi, di promesse inespresse e di speranze mal riposte, sognanti ed infantili, fra due persone sconosciute fino ad allora. La provvidenza ha fatto da sadico cupido fra i due. 

"Senza dire una parola mi porse il braccio ancora tremante dall'agitazione e dallo spavento. Oh, sconosciuto signore, come ti benedissi in quel momento!"
(Le notti bianche, cit. p.11)

Il giovane di Pietroburgo parla di sé non in prima persona, ma come un eroe che si aggira fra le vie della città quando ormai tutti i suoi abitanti sono al sicuro, al riparo nelle loro case. Contempla la città quasi in una visione estatica e sognante, lontana dal realismo dei "tediosi affari".

"Se voi sapeste quante volte sono stato innamorato in questo modo!...""Ma come, di chi?...""Di nessuno, di un ideale, che mi appare in sogno. Sognando creo interi romanzi."(Le notti bianche, cit. p.13)

Il dilatato tempo di Dostoesvkij trasforma le notti in una vita. E così le due anime si raccontano l'una all'altra: il giovane sognatore, eroe romantico perso in una visione melanconica del mondo; la turbata Nasten'ka, legata da un filo alla nonna, in preda ad un delirio d'amore in grado di farla volare così lontano dentro sé.

Quattro notti sono sufficienti per innamorarsi dei due e del letterato reietto di Pietroburbo, che fa dell'eloquenza delle parole un'arma ammaliatrice impotente, tuttavia, dinanzi allo stato di fatto delle cose. Dostoevskij come sempre riesce a catturare nel profondo grazie a personaggi così umani, così veri, tanto che, dopo aver voltato l'ultima pagina, non ti rimane nel cuore che quella mancanza, quella tensione, quasi materna, di dare conforto e amore.




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