“Angelo, guarda il passato”, Thomas Wolfe

Thomas Wolfe è l’idealista che ha creato il tormentato personaggio di Eugene Gant, esuberante, poliedrico e corposo come la curcuma






Siamo occidentali ma ormai se la credenza della cucina, consumista e liberale, non conta un ripiano di spezie e un manuale di yoga, rigorosamente non aperto e con quel confortevole centimetro di polvere, non sei abbastanza occidentale. “Fà stile”, dicono.

“Dio salvi la Regina!” però, a buon cuore delle coscienze di coloro che si sentiranno offesi. Alla fine siamo così, schiavi della legge della moda che oggi premia l’Oriente. Anche la nostra tradizione culinaria ha subito l’attacco speziato. Sono sicura che almeno una volta nella vita avrete avuto l’occasione di mangiare qualcosa dal sapore di curcuma.

Per la rubrica “I Golosi” la protagonista di questo ritorno è proprio lei, questa spezia dal colore caldo ed etnico. Gli Indiani ci hanno preceduti 400 anni fa, alla faccia degli occidentali all’ultimo grido. La nostra bandierina non può essere conficcata in questo terreno.


Da alcuni è definita lo “zafferano dei poveri”, è legata a rituali religiosi e magici ed usata durante i matrimoni bengalesi. A meno che voi non optiate per queste ultime varianti di utilizzo, consiglio un banale uso culinario. La religione e la magia le lasciamo per i cuor di leone. Questa mattina, dopo aver divorato il mio burroso quanto italiano cornetto alla marmellata, ho ripulito la coscienza con un tè verde e con la preparazione di questi teneri biscottini all’olio e alla curcuma.

Non ci crederete, ma il romanzo che ho deciso di abbinare a questa polvere, un pò esotica e pura, è una creazione di Thomas Wolfe, “ Angelo, guarda il passato”. È stato pubblicato nel 1929, una prima edizione Grosset&Dunlap (New York), con il titolo originale “Look Homeward, Angel”.




Perché Thomas Wolfe? Penso che abbia il gusto della curcuma: prorompente e vivace, ha uno stile corposo ed esuberante come il pizzicorio che la dorata spezia stimola sotto il palato. Thomas Wolfe non è conosciuto da tutti ed invece è molto apprezzato negli Stati Uniti per i suoi toni lirici e modernisti. La sua è una personalità letteraria complessa ed a tratti tormentata. Come il tutto sia condensato nelle pagine dei suoi libri lo descrivono i personaggi. 

Eugene Gant è il protagonista di “Angelo, guarda il passato”, poco integrato con le realtà del mondo perché perso nell’idealismo del suo ruolo in questa vita. La sua personalità, non tanto velata trasposizione autobiografica dell’autore, fatica a rimaner stretta nella piccola città collinare della Carolina del Nord. 
La saga personale si intreccia con la saga familiare, dal momento che le figure del padre e della madre alimentano la tensione claustrale del giovane Eugene, rinchiuso nei castelli dei suoi desideri di trascendenza. 

Ebbene, seppur con molta immaginazione, il gusto di questi biscottini alla curcuma mi ricorda proprio l’ubriaca ed immaginifica lotta dell’Eugene di Wolfe.

“Ognuno di noi è tutte le somme che non ha mai contato”
Thomas Wolfe


La bottega delle recensioni

Post più popolari