Memorie di una geisha: Recensione


"Memorie di una geisha" è la favola della pazienza, della meditazione e del dolore vissuto nell'intimo


Memorie di una geisha - A.Golden - TEA


SCHEDA TECNINA
Autore: Arthur Golden
Titolo: Memorie di una geisha
Casa editrice: TEA
Prezzo:  11,00 euro


TRAMA
"Memorie di una geisha" è la storia di una geisha di Kyoto, ambientata nel periodo della Seconda Guerra mondiale. Chiyo Sakamoto vive con i suoi genitori a Yoroido, un villaggio di pescatori. La prematura morte della madre e l'incontro con il signor Tanaka segneranno inaspettatamente le vite di Chiyo e sua sorella maggiore Satsu. Convinto il vecchio padre, il signor Tanaka, infatti, porta le due sorelle a Kyoto, città che le separerà.
Chiyo è destinata ad un okiya ( una casa di geishe), mentre Satsu ad un infimo bordello. Qui Chiyo cresce nel mito di queste donne misteriose, addestrata secondo una ferrea disciplina che la trasformerà in una delle geishe più apprezzate. 

RECENSIONE

Non può negarsi a questo romanzo il carattere della delicatezza, sebbene alcune sequenze della storia siano caratterizzate da vette di crudo realismo. È stato definito romanzo storico ma, forse, bisogna essere cauti con simili qualificazioni. Non si tratta di scetticismo occidentale, quanto di rispetto per un mondo così riservato ed intimo da esigere accortezza nelle parole. 

Arthur Golden ci racconta per la prima volta nel 1997 la storia dell'addestramento di una geisha, Chiyo Sakamoto, letteralmente strappata alla sua casa ubriaca di Yoroido e catapultata in un universo ostile. Molte volte a Gion, il quartiere delle geishe, Chiyo penserà alla sua infanzia e alla sua crescita improvvisa. Nella casa di Nitta, la convivenza non facile, soprattutto con l'unica geisha attiva nell'okiya, Hatsumono, forgerà il carattere della bambina dagli occhi grigi con il temperamento d'acqua. 

È una storia che avanza con circospezione e grande compostezza. È come se la scrittura di Golden fosse plasmata dal modus operandi delle geishe. La lentezza dei movimenti, il garbo dei passaggi, quel leggero scoprire dettagli che ricorda il voluto mostrare di un pizzico di braccio dalla pelle immacolata, tutto ha il profumo di geisha. Si potrebbe azzardare nel definirla una scrittura rituale, che descrive e sente con gli occhi di una geisha. 

Ridurre la vita di una geisha ai rituali di servizio del tè, all'intrattenimento artistico dei clienti è il comune errore della prospettiva occidentale, di cui è stato anche accusato, credo ingiustamente, Golden. Dalla storia emerge chiaramente che c'è molto di più. I rapporti tra le figure femminili dell'okiya lo mostrano. E non solo. 

Nonostante diventare una geisha significhi abbandonare la propria identità, inevitabilmente è arduo uccidere la propria personalità ed i propri sentimenti. Il personaggio del Presidente rappresenta proprio questo. Chiyo muore per diventare Sayuri, sotto l'ala protettiva di Mameha, ma nei suoi occhi grigi la scintilla della sua infanzia le permetterà di coltivare il suo amore anche nel gelo degli ostili avvenimenti. 

"Memorie di una geisha" è la favola della pazienza, della meditazione e del dolore vissuto nell'intimo.  È difficile per un occidentale comprendere davvero la grandiosità di personaggi così consapevoli. D'altronde questo insegnano le geishe: la consapevolezza di conservare se stesse dietro i rituali sociali, dietro i dolori ed oltre ogni fallimento. 


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