Conversazioni con Oscar #1

"Sai, Oscar, tu sei un volpino nano bianco che fa ciò che vuole, mentre io sono una grande umana bianca che non sa ciò che vuole."  



"Oscar, non mi va."
Mamma mia che nausea, non ricordo neppure cosa abbia mangiato a pranzo.
"Oscar! Smettila, ho detto di no."
Si, è colpa di quella tisana. Cos'era? Ah giusto, lavanda e malva. Come caspita mi è venuto in mente. Ma devo essere forte. Devo nutrire il mio corpo, devo nutrire il mio corpo. Che vadano al diavolo le schifezze. Da oggi si mangia sano. Pulito. Io mangerò pulito. Questa nausea è il segnale che il mio organismo sta reagendo al cambiamento delle abitudini alimentari.
"Oscar, ma davvero vuoi farmi questo!?" e nel mentre lo rimprovero mi cade l'agenda per terra. Il lavoro ossessivo di una serata - l'ennesimo della settimana - va in fumo. 
"Hai vinto tu: usciamo!" 
Oscar è un volpino nano bianco. È una palla di pelo che è entrata nella mia vita incasinata da appena una settimana. Povero volpino bianco, lui non sa quanto sia difficile vivere con me. 
"Beh sei contento ora? Siamo usciti. Non prendere questa stramba abitudine di costringermi a scorrazzare sempre per il vicinato. Non ho certo tempo da perdere!". Ma Oscar si gira e incomincia a mordicchiare l'orlo dei jeans già logori. Si sarà offeso per il tono. Che cagnolino strano.
"Oscar, dai facciamo pace. Non volevo offenderti. La nostra convivenza è appena iniziata. Tu mi piaci e io ti piaccio, quindi è solo questione di rispettare gli spazi di entrambi. Giusto?".
Lui continua a sculettare per il viottolo nel quale ci eravamo ormai addentrati. E pensare che neanche lo volevo un cane. Neanche volevo uscire e lasciare il mio comodo plaid. Quante cose non volevo fare? E poi? 
"Oscar, ma secondo te come mai alla fine facciamo cose che non vogliamo? Perché noi umani siamo così idioti?" 
Ma lui è già lontano, sta giocando con un'aiuola. Sarà meglio sedermi accanto a lui. Altra cosa mai fatta: sedermi sull'erba. È così umida, così viva. È viva come la luna questa sera. 
"Sai, Oscar, tu sei un volpino nano bianco che fa ciò che vuole, mentre io sono una grande umana bianca che non sa ciò che vuole."  
Abbaia, forza l'ingresso fra le mie gambe e si posiziona fra le mie braccia. Stiamo così prima di tornare a casa. A fissare la luna bianca. Lui, un cane determinato. Io, una bimba spaurita. 



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