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martedì 11 aprile 2017

"L'amica geniale" recensione del romanzo di Elena Ferrante


Questa è la storia di un'amicizia che crea una dipendenza ancillare, a tratti dispotica a tratti dolcissima



Ci sono amicizie che sfidano la diversità, che combattono a denti stretti l'incerto destino. Ci sono amicizie che non capiremo mai, un po' come certi amori, un po' come il mistero dell'arcobaleno dopo la tempesta. Sono quelle amicizie delle quali la crescita, forse, distrugge l'elemento fantastico dell'infanzia  per far posto all'adulta consapevolezza del dolore delle difficoltà. Tutto questo è la storia dell'amicizia fra Elena e Lila. 

Scheda tecnica


Titolo: L'amica geniale
Autore: Elena Ferrante
Casa editrice: Edizioni e/o
Prezzo: 18,00 euro
Pagine: 400

Recensione

Il primo libro della serie "L'amica geniale" ha avvicinato molti lettori al caso letterario figlio di edizioni e/o. Difficile dire se questo vasto pubblico sia collegato al mistero legato alla vera identità di Elena Ferrante oppure alla trama del romanzo. A prescindere dalla porta d'ingresso dell'alto numero di lettori, è evidente quanto "L'amica geniale" possa essere definito il miglior enigma letterario degli ultimi tempi. 

Forse andrò contro corrente nell'affermare quanto segue ma, venendo subito ai personaggi di questa intricata storia, nonostante ab inizio l'autrice/autore presenti una dettagliata griglia degli "attori", la familiarità di queste figure, unita ad una presentazione ben incastrata, riesce a renderli subito intimi. C'è da dire che presumibilmente parte del merito deve essere riconosciuto all'ambientazione. 

Rione periferico di Napoli. Universo parallelo. Orologi dalle lancette modestamente più lente, quasi  con un passo proletario rallentato.  Sono tante famiglie, l'usciere del comune, lo scarparo, la famiglia di Don Achille, la pazza Melina, l'oscura famiglia Sarratore, ma il rione ha un unico polmone. I suoi confini riescono a contenere i personaggi anche per il lettore che aprendo il romanzo è calato in quel clima, in quel linguaggio e soprattutto in quella mentalità, fatta di modelli patriarcali, di vendette, di forza economica brutalmente esposta. 

Nell'ordinaria dialettica sociale di questa Napoli dimenticata nasce l'amicizia fra Elena Greco e Lila Cerullo. Non penso sia il caso di dare un giudizio definitivo sull'esatta portata di questo rapporto -essendo solo il primo romanzo- ma l'interazione amicale fra le due bambine mostra qualcosa di alterato, di malato a tratti. È un misto fra competizione ossessiva -per Elena- e idolatria sviscerata. 

Lila non ha semplicimente una marcia in più. Nonostante tutti i personaggi siano descritti fisicamente in maniera puntuale, di Lila ciò che colpisce non è la materialità del suo aspetto ma l'acume delle sue intuizioni e del suo sguardo. Penso che se ognuno di noi si trovasse faccia faccia con Lila avvertirebbe il senso di essere attraversato da un'anima onnisciente. 

"L'amica geniale" racconta la fase iniziale di questa storia, cogliendo Elena e Lila prima durante l'infanzia poi durante l'adolescenza. I cammini e i destini sono diversi per le due, pur ancora confinate nel rione ma con aspettative mutevoli. Lo sviluppo di Lila è la forza trainante di quello di Elena e qui ritorna l'aspetto parossistico di questo rapporto al punto che, per tutto il romanzo, mi son chiesta: ma se Lila non fosse esistita, se Lila non fosse la Lila Cerullo descritta, Elena avrebbe fatto le stesse scelte? 

Con questa domanda e molte altre mi accingo a leggere il prosieguo di questa storia.

Pagella
Trama.........10/10
Personaggi..9/10
Stile............8,5/10


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