Bello e maledetto, Daniele Sbaraglia: emergente

"Bello e maledetto" è il romanzo di Daniele Sbaraglia, con il quale l'artista ha deciso di canalizzare le sue emozioni nel mondo letterario. Qui un piccolo estratto per i lettori del blog

Bello e dannato  segnalazione
"Bello e maledetto", Daniele Sbaraglia
Lettere Animate

Mi chiedo quando esattamente la vita decida che sia il caso di mischiare le carte. Precisamente, cioè, come la immaginate? Come la classica dea bendata? Io penso che sia una donna sulla cinquantina annoiata, presa da una crisi di mezza età, leggermente stufa della sua perpetua routine. A tratti direi che è sadica come i dispettosi proprietari di criceti che si incantano, con un mostruoso luccichio negli occhi, per ore ad osservare il disperato animaletto che corre nella sua ruota illudendosi di raggiungere qualcosa.

Chi lo ha detto che la routine è brutta? Voi mi risponderete: "Chi lo dice che cambiare è sbagliato?" Forse sbagliamo aggettivi. Forse paragoniamo il brutto all'ingiusto, il bello al giusto. Forse confondiamo i piani di giudizio. Forse, non dovremmo neppure dare un giudizio e seguire il flusso degli eventi e le manie di una donnina di cinquant'anni che decide per noi quando è arrivato il momento di mettersi in gioco.

"Bello e maledetto" è la sfida di Daniele Sbaraglia. Nasce come un "Piccolo artista" così si definisce. Ma le sue mostre dimostrano la grandezza del suo estro creativo. Credo che sia nell'umiltà e nella semplicità della creazione pura che l'arte venga fuori. Immediata e sconvolgente nella drammaticità della sua bellezza. "Bello e maledetto" canalizza nella narrazione il tratto denso del Piccolo artista con una storia intrigante e complessa. Di seguito troverete la scheda tecnica, un piccolo estratto che l'autore ha gentilmente messo a disposizione del blog ed alcuni link utili. Che la lettura sia con voi!



Scheda tecnica
Bello e dannato segnalazione


Titolo: Bello e Maledetto
Autore: Daniele Sbaraglia
Editore: Lettere animate
Pagine 214
Prezzo: cartaceo 15,00 euro /Ebook 1,49 euro


Trama
E’ la storia della vita di Shon, un ragazzo presto chiamato a diventare uomo, con un’adolescenza difficile, segnata dalla separazione dei genitori e da un rapporto conflittuale con la madre. Incapace di imbrigliarsi in rapporti duraturi, Shon è un uomo affascinante, di quelli che o si amano o si odiano, disposto a tutto per la sua indipendenza e libertà, un uomo che ogni donna sogna di incontrare almeno una volta nella vita. Ma come spesso accade, la vita prima o poi presenta il conto: Shon pagherà il prezzo di tutte le sue scelte passate fino ad arrivare a dover scegliere...  (Trama tratta integralmente dal sito ufficiale dell'autore: qui il link)

Link utili
www. danielesbaraglia.com

Piccolo estratto per i lettori del blog

MIAMI

Arrivò la data della partenza. Decollammo dall’aeroporto di Fiumicino a Roma in tarda serata, viaggiammo tutta la notte, io presi una  pasticca per aiutarmi a prendere sonno, mentre in cuffia ascoltavo il mio cantante preferito, Vasco Rossi. Alice si portò un libro, ma non credo abbia letto tutto il viaggio. Il dottor Spicchi lo vidi smanettare su un computer portatile, intento a ripassare la sua relazione per il convegno. Poi mi addormentai. Quando aprii gli occhi, stava per fare giorno e mancava un'ora all' arrivo. Appena atterrati e usciti dall'aeroporto, respirammo subito un’aria d'estate e di vacanze. La gente che girava sbracciata, le ragazze con minuscoli pantaloncini. Io le guardai e Alice semplicemente sorrise, nessun cenno di gelosia anzi annuì, come se apprezzasse anche lei la vista. Il taxi che ci portò in albergo costeggiò il lungomare. Era pieno di gente sulla spiaggia, sdraiata al sole o che giocava a beach-volley. Si respirava un’aria serena.
Arrivati all'albergo Spicchi ci disse: "Il convegno è domani, io mi riposo un po' in stanza che su quel dannato aereo non sono riuscito a chiudere occhio. Voi fatevi un giro ci vediamo per cena." Appena in camera, io ed Alice ci spogliammo e ci infilammo insieme sotto la doccia. Io lavavo lei e lei me. Sorridendo le chiesi: "Ma non dovevamo fare un giro?" Lei con uno sguardo malizioso e voglioso rispose: "Sì, ma dopo!" Dopo un po’ di sesso, indossammo qualcosa di leggero e andammo in giro sul lungomare. Tra i negozi e le palme sparse sulla spiaggia, guardai la mia Alice e pensai che non aveva niente da invidiare a quelle americane. Indossava una magliettina corta che scopriva l’addome con piercing all'ombelico e metteva in risalto il suo seno sodo. Indossava dei sandali con tacchi da almeno otto centimetri che modellavano le sue belle gambe e i suoi glutei. 
Rideva e voleva entrare in tutti i negozi, a chi la osservava dava più l’impressione di essere una ballerina anziché un neurochirurgo.
Ad un tratto deviò dalle vetrine dei negozi, attraversò la strada e si diresse verso la spiaggia, correndo su quei tacchi. In un primo momento pensai: adesso si spezza una caviglia!  Ma poi la vidi volare su quelle scarpe, leggera come un gabbiano. Mi trascinò con sé e mi dissi: è pazza! Appena arrivò alla spiaggia, rimase subito scalza e si diresse verso l'acqua. Si bagnò un po' schizzando anche me. Ci facemmo un sacco di risate. Si adagiò sulla sabbia e io la baciai appassionatamente come piace a lei, come piace a me. Tornammo in albergo e ci preparammo per la cena di gala dove avrebbero presenziato dottori e professori di tutto il mondo.
Io indossavo un vestito grigio scuro molto aderente che metteva in risalto il mio fisico atletico, le mie spalle e i miei dorsali, una camicia bianca e una cravatta a righe. Alice, indossava un vestito nero molto aderente, niente slip, né reggiseno, solo quel tubo nero che avvolgeva il suo bellissimo corpo. La presi da dietro fra le braccia e la strinsi a me e le sussurrai ad un orecchio: "Così mi fai morire!! "
Calzava un bellissimo paio di scarpe nere con dei tacchi da dieci centimetri. E continuai:
È inutile parlare del livello della serata… tutto curato nei minimi dettagli, dai tavoli imbanditi, alla selezione dei vini, guarda un po' pensai io, ho fatto quindici ore di volo per bere un vino italiano!
Ma a parte questo mio pensiero, fui molto contento di tutto, anche che Spicchi ci avesse portato con sé. Lui era lì che si intratteneva tra strette di mani e saluti, parlando del suo ultimo intervento o dell'ultima tecnica provata per risolvere un dato problema, tutto in inglese ovviamente. Io mi allontanai un po' da Alice che continuava a parlare con i vari colleghi, rimasi un po', ma poi mi dissociai e visto che il ristorante dava proprio sulla bellissima spiaggia bianca, mi incamminai sulla sabbia, con in mano il mio bicchiere di ottimo vino italiano. Per un attimo credetti di sentirmi solo, lontano dal mio paese. Pensai a Simona e al piccolo Luca, mio figlio, mi mancavano e non avrei voluto essere là, ma vicino a loro: Fu un pensiero veloce come un lampo. Tornai al ristorante in tempo per la prima portata, avevano cominciato a servire in tavola. Io ero al tavolo con Alice, altri due uomini, più o meno della nostra età, e  una coppia anche loro della nostra età. Ci dissero di lavorare nello stesso ospedale, precisamente al Saint John Hospital. Erano molto simpatici, anche se feci un po' fatica a seguire i loro discorsi quando cominciarono a parlare velocemente e a distorcere le parole. Ma erano cordiali e Alice seguì i loro discorsi, molto interessata. Lei si chiamava Jenny e lui Frank. Jenny aveva l'aspetto della classica americana, bionda, capelli mossi, alta 1 e 75, occhi azzurri, fisico atletico. Anche Frank non scherzava, era un bel ragazzo moro, capelli corti, alto quanto me, con un fisico palestrato. Ci raccontarono che amavano fare surf e vela e che come potevano andavano al mare. Questo si intuiva anche perché erano molto abbronzati. Lei, a differenza di Alice, aveva un vestito nero lungo con una scollatura dietro che arrivava fino all'inizio dei glutei.
Finito di mangiare ci trasferimmo dalla sala di ristoro a quella da ballo e rimanemmo in compagnia di Jenny e Frank.
A un certo punto iniziò un lento e Jenny mi prese la mano per ballare, e Alice fece lo stesso con Frank. Jenny si strinse a me come fossi il suo uomo. Io come primo impatto rimasi un po' 'rigido', ma poi mi lasciai andare pensando che la loro cultura è differente dalla nostra e che a certe cose non fanno caso. Mentre tenevo stretta Jenny, con un occhio guardavo Alice che, a sua volta, era stretta a Frank e notai il suo sguardo compiaciuto. Dopo un paio di balli Jenny mi sussurrò all'orecchio: "Perché non venite da noi a bere qualcosa?" E io risposi: "Perché no?" Anche Alice ne fu entusiasta, in fondo erano simpatici, belli e accomodanti, così prendemmo un taxi che ci portò fino a casa loro.
Era bellissima: a due piani, un bel prato verde ben curato che circondava tutto l'edificio. All’interno, un arredamento moderno tutto bianco, faretti un po' dappertutto, e un gran salone, molto accogliente. C’era solo una piantana accesa che emetteva una luce soffusa e creava un bell’ambientino.Appena arrivati, Jenny si mise a sedere sul divano, accavallò le gambe e dallo spacco, lungo il lato del vestito, si intravide la sua bella coscia abbronzata. Indossava un paio di sandali dorati, col tacco. Anche io e Alice ci sedemmo vicino a lei, mentre Frank preparava da bere. Pensai: Aperitivo prima al ristorante, poi il famoso vino Italiano a cena, poi un paio di cocktail alla sala da ballo e adesso ancora alcool! Frank servì i cocktail prima a noi e poi a Jenny. Come si avvicinò a Jenny lei lo ringraziò e lo tirò sul divano baciandolo. Lui la lasciò fare. Vedendo quella scena Alice, che non era da meno, si avvicinò e mi strinse a sé. Anche io avevo ancora in mente la scena dei preparativi in camera d’albergo, dove l'avevo vista indossare il suo vestito senza niente sotto e morivo dalla voglia di allungare le mani. Così feci, il tutto era amplificato dall'alcool che avevamo bevuto.  
Risate da questa e dall’altra parte del divano, Frank era già a torso nudo e io avevo una mano sulla cerniera che mi slacciava i pantaloni:
                   AMORE CIRCOLARE

Tu che sei su di me bella come non mai...
Libera... come lo sono io
Ho sempre voluto esserlo
E tu in questo momento sei come me… libera
E felice di amarmi
Fino all'altra parte del mondo
Ma un po' bambini giochiamo
E non ci prendiamo sul serio
Ti amo e ti desidero
Sono su di te, ora
E ti dico…
Lo volevo da tutta la sera!
E tu lo sai
Lo senti
Senti me che voglio te
Ma non siamo soli
Voglio anche lei
E tu vuoi lui che devo ammettere
È bellissimo
Io voglio lei
E il nostro amore diventa circolare
Non capisco più dentro chi sono!
O chi mi bacia
Lei che continua a parlarmi in inglese, ma io ho la testa altrove
Impegnata ad amare, e non a tradurre ciò che mi dice
Ma la vedo felice
Tanto quanto era su lui
Lo è con me.
Ma vedo anche Alice felice di amare un altro uomo
I nostri sguardi per un attimo si incrociano
E siamo complici, divertiti, pieni di passione
Pieni di amore
Tu godi, anche con un altro uomo
Ma io ho Jenny, che è fantastica
E gode con me…
E amammo per tutta la notte,
Tra risa, baci e passione.

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