"La confessione di Roman Markin" di Anthony Marra: recensione

La narrazione di Anthony Marra ci porta nel cuore del comunismo e delle sue logiche con un romanzo d'impatto. Ecco la recensione de "La confessione di Roman Markin"

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"La confessione di Roman Markin", Anthony Marra
Frassinelli
Recensione
La bottega delle recensioni

Buona domenica lettori e lettrici. Finalmente ho terminato di leggere questa interessante novità edita Frassinelli e posso darvene una dettagliata recensione. Non è stata una lettura semplice, vuoi per la complessità di una trama che coinvolge la drammaticità della storia dei paesi dell'Est, vuoi per la peculiare struttura narrativa. Come saprete già, continuando nella lettura troverete oltre alla recensione il rating e la scheda tecnica dettagliata. Buona lettura!

Scheda tecnica
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Titolo: La confessione di Roman Markin
Autore: Anthony Marra
Casa editrice: Frassinelli
Pagine: 324
Prezzo: 19,50 euro

Trama
Roman Markin amava l'arte, l'aveva studiata, sognava di diventare un pittore. Ma nella Russia staliniana, più che artisti, servivano «censori di immagini», deputati a modificare dipinti e fotografie per cancellare personaggi caduti in disgrazia e considerati traditori dal regime. Ma Roman non resiste alla tentazione di salvare o di aggiungere volti e particolari perché restino tracce, anche se quasi invisibili, di chi ha amato, di chi è stato, e di quello che è stato. Così, da un lato rifiuta − anche se nemmeno lui sa bene perché, forse solo per amore della bellezza − di cancellare del tutto la figura aggraziata di una ballerina invisa al regime, dall'altro inserisce il volto del perduto fratello Vas'ka ovunque, nelle fotografie ufficiali, nei quadri del realismo socialista, persino su un paesaggio bucolico ceceno dipinto nel XIX secolo dal pittore Zacharov. Ed è seguendo negli anni il destino di quel quadro, e del paesaggio che rappresenta, che si snoda questa storia fatta di tante storie e di tanti destini, intrecciati tra loro, al di là del tempo e dello spazio. Dal quadro spariranno delle figure, e altre ne appariranno, come se il dipinto volesse in qualche modo seguire le vicende tragiche del luogo che rappresenta.  (Tratta dal sito ufficiale della casa editrice: qui)

Recensione

"Gli occhi, il naso e la bocca che compongono il viso del modello, così come la sofferenza e la gioia che compongono la sua anima, sono simili a quelli di dieci milioni di altre persone, eppure sono unici, sono solo suoi. è da questa consapevolezza che nasce l'arte. E forse anche la pietà. Se i criminali disegnassero i volti delle vittime prima di compiere il delitto e i giudici disegnassero i volti dei colpevoli prima di condannarli, ai boia non rimarrebbero volti da disegnare. Abbiamo l'arte per non morire di verità, scrisse Nietzsche" ( La confessione di Roman Markin, pag. 15)

Roman Markin è l'artista che Anthony Marra pone al servizio della Russia staliniana. "Il censore" verrà definito a posteriori, quando nel 2011 ci sarà l'esposizione delle opere sulle quali è intervenuto ,debitamente restaurate. "La confessione di Roman Markin" è un romanzo che vede la storia, quella vera e passata, annientare le vite dei suoi personaggi, ognuno dei quali conserva l'anelito di un'individualità quasi dimenticata. 

"Mi ero reso conto che, prima di essere un correttore, un funzionario della propaganda, un cittadino sovietico, prima ancora di essere un uomo, io ero un prolungamento di vita dopo la morte per le immagini che avevo distrutto" (La confessione di Roman Markin, pag.28)

Il difficile compito che l'artista è chiamato a svolgere lo condurrà dinanzi all'inevitabile scelta di agire quale funzionario dello stato anche nei confronti del proprio fratello. Da questa decisione qualcosa nella mente del censore si spezza. Qui  Anthony Marra mette in scena, uno ad uno, i personaggi le cui vite sono accomunate dal destino di appartenza ad una nazione che, in nome del popolo, annienta lo stesso.
Scheda rating dettagliata de "La confessione di Roman Markin".
Voto complessivo: 8,8

Le storie che ci vengono presentate si avvicendano quasi confondendo il lettore con piani temporali e spaziali differenti. Ciascun personaggio racconta qualcosa dell'altro, un aspetto, un particolare mancate che, pagina dopo pagina, ti permette di costruirne la psicologia. Kolja e Galina, con la loro singolare storia d'amore e le ambizioni che li separeranno. Vera e Lidja, con il loro complicato quanto dolce rapporto madre-figlia, il conflitto bellico in Cecenia e la dura vita dei soldati: ognuno di essi è l'espediente letterario che Anthony Marra usa per sconvolgere il lettore. 

A tratti la sua narrazione è cruda, di una crudezza che lascia sgomenti e perplessi per la sua brutale verità. L'annientamento, lui è il personaggio principale.

"Ma come si fa a cambiare dio a un'età tanto avanzata? Sei decenni di propaganda sovietica le avevano lasciato un vocabolario zeppo di slogan. Non era abituata ad esprimere la complessità del desiderio individuale" (La confessione di Roman Markin, pag. 214)

Leggere questo romanzo è come entrare nel labirinto della storia assumendo la prospettiva particolare di chi quella storia l'ha vissuta. Un pizzico di pallore vi sorprenderà a riflettere su quanto dolore possa esserci nei ricorsi storici, quanta sofferenza negli occhi di un popolo. 


Frasi più belle

"Qualsiasi cosa abbastanza grande da amare finisce per deluderci, poi tradirci ed infine dimenticarci. Ma le cose abbastanza piccole da entrare in una scatola da scarpe, quelle restano come sono" (La confessione di Roman Markin, pag. 226)

"Una madre consola, una madre pulisce; una madre concede quando qualsiasi altra persona ragionevole negherebbe" (La confessione di Roman Markin, pag. 230)

"Buffo come tremi il fuoco, sembra sia lui ad avere freddo" (La confessione di Roman Markin, pag. 255) 
 

Ringrazio l'Ufficio stampa della casa editrice per aver permesso al blog di leggere questa novità editoriale. 


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