"La mafia mi rende nervoso" di Isidoro Meli: recensione

"La mafia mi rende nervoso" vi racconterà la mafia con una voce insolita e una prospettiva inaspettata

la mafia mi rende nervoso recensione
"La mafia mi rende nervoso", Isidoro Meli
Frassinelli
Recensione
La bottega delle recensioni


Buon weekend booklovers! La lettura di "La mafia mi rende nervoso" è terminata lasciandomi davvero il gusto di una buon libro in bocca. Oggi vi presento la recensione di una novità editoriale edita Frassinelli che rappresenta un investimento culturale e bibliofilo. Buona recensione

Scheda tecnica

Titolo: La mafia mi rende nervoso
Autore: Isidoro Meli
Casa editrice: Frassinelli
Pagine:216
Prezzo:  17,60 euro

Trama
Vittorio Mazzola, voce narrante di questo romanzo, racconta la storia di Tommaso Traina, il figlio muto di un mafioso ucciso dai compari, i quali per compensare la famiglia della perdita, lo assumono come portapizzini. Con un fratello spacciatore e campione di PlayStation, che al contrario di Tommaso è considerato da tutti un giovane fenomeno, e una pseudo fidanzata tossicodipendente e psicotica, Tommaso si ritrova a vivere un’esistenza popolata di personaggi improbabili e scandita da messaggi enigmatici e tragitti insensati, che hanno il solo scopo di sprofondare nella confusione sbirri e rivali. Chi non va in confusione è proprio Tommaso, da tutti ritenuto analfabeta e tonto, oltre che muto, e che invece tonto non è, e nemmeno analfabeta.  (Tratto dal sito ufficiale della casa editrice: qui)

Recensione

Voto: 9,4

Consigliato a chi è stanco della solita mafia

Tutto in questo romanzo nasce dalla curiosità della voce narrante, Vittorio Mazzola, di capire, o almeno cercare di farlo, come sarebbe il mondo senza la mafia. Difficile per un palermitano. E l'espediente è una fictio letteraria, mentale, utopicamente drammatica e ironica allo stesso tempo: far finta, davvero, che la mafia non esiste e chiedere una prova della sua esistenza. Qui la voce narrante incontra la storia di Tommaso Traina. 

"Non so dire cosa sarei adesso se fossi nato in un posto diverso da Palermo. Sarebbe tutto diverso. Palermo è l'ombelico del mostro. [...] A Palermo non c'è nulla da fare a parte lavorare per la mafia, quindi un sacco di persone svolgono attività inutili come scrivere, suonare, dipingere, speculare" ( "La mafia mi rende nervoso", Isidoro Meli, p.2)

La storia di Tommaso Traina è raccontata come non te lo aspetti. Cruda e tenera allo stesso tempo, una dolcezza condita da un certo sadismo proprio di chi conosce tanto, conosce il vero. Il protagonista è un uomo-ombra che si ritrova catapultato in qualcosa di grande nei cui confronti non si sente all'altezza. Ci viene presentato come un tonto ma il lettore più sensibile sa già che non è così. 
Scheda rating : La mafia mi rende nervoso. Voto: 9,4
Tommaso Traina vuole vincere una sfida con se stesso. Sottovalutato o strumentalizzato...questo lo scoprirete, forse, solo leggendo. 

La mafia è un tema quasi inflazionato ormai, ma l'autore è riuscito a vincere la sfida più ardua. La storia del portapizzini muto è lontana da ogni cliché: dimenticatevi scene stile "Il Padrino" o tutti i ricorsi storici triti e ritriti. La droga, i complotti, le infiltrazioni politiche sono un contorno quasi impercettibile della storia, perché il fulcro di tutto il romanzo è il tentativo di raccontare la mafia estraendola dal mito. Così ne si comprendono  il meccanismo, la logica e la sua autodistruzione. 

Tommaso Traina è,c redo, il soggetto più lontano dal prototipo mafioso e la sua arguzia, mista al dolore di un trauma impossibile da superare, gli conferiscono l'audacia di scardinare il sistema mafioso. E questo è il messaggio, il "pizzino" consentitemi cari lettori, che l'autore ci vuole passare. 

Il fenomeno mafioso è una mentalità che la storia ci tramanda, una forma mentis più che un'organizzazione. La si può combattere solo abbandonando il "come si è sempre fatto". Tommaso Traina vince non per la vendetta, ma per esser riuscito a superare quella logica. 

"Voglio sapere com'è vivere senza di lei, e magari vedere cosa arriverà al suo posto. La mafia non è il male, al massimo è un sintomo" ("La mafia mi rende nervoso", Isidoro Meli, p. 206)

Una storia, una speranza: "La mafia mi rende nervoso"

Ringrazio la l'Ufficio Stampa della casa editrice per avermi dato la possibilità di leggere questa stupenda novità, assolutamente consigliata. 


  

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