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sabato 2 aprile 2016

La strana biblioteca, Haruki Murakami: recensione

"La strana biblioteca" è il racconto surreale di Haruki Murakami dal significato enigmatico. Un bambino, una biblioteca e i suoi infiniti mondi

La strana biblioteca
Haruki Murakami
Einaudi
Recensione
La bottega delle recensioni

La lettura de "La strana biblioteca" impegna poco più di un'oretta. Un tempo misero se pensiamo che occorre molto più tempo a comprendere il significato. Haruki Murakami è stato tradotto in quasi 50 lingue ed io l'ho conosciuto solo qualche mese fa. Inutile dirvi che me ne sono innamorata. Di seguito troverete la recensione della fiaba moderna che, a mio parere, può competere con il "Piccolo principe", sebbene sia molto più criptico. Buona lettura :-)


Scheda tecnica

Titolo: La strana biblioteca
Autore: Haruki Murakami
Casa editrice: Einaudi
Pagine: 75

Trama
Tornando a casa dopo la scuola, uno studente si ferma in una strana biblioteca. Certo, anche la sua richiesta è un po' strana. Chiede alla bibliotecaria qualche libro che possa soddisfare la sua ultima curiosità (è un bambino curioso, il nostro protagonista): la riscossione delle tasse nell'Impero ottomano. La bibliotecaria lo manda alla stanza 107. Qui l'aspetta un altro bibliotecario, ancora piú bizzarro della prima: «Aveva la faccia coperta di piccole macchie nere, come tanti moscerini. Era calvo e portava occhiali dalle lenti spesse. La sua calvizie non era uniforme. Tutt'intorno al cranio gli restavano ciuffi di capelli bianchi ritorti, come in un bosco dopo un incendio». È davvero una ben strana biblioteca, questa! Il bibliotecario accompagna il bambino attraverso un labirinto di corridoi e stanze, finché non arrivano in una stanza dove riposa un piccolo uomo vestito con una pelle di pecora. E qui le cose si fanno brutte: il bibliotecario e l'uomo-pecora spingono il piccolo in una cella. Il bambino rischia di fare una fine terribile se non arrivasse in suo soccorso una ragazza sconosciuta...(Tratto dal sito ufficiale della casa editrice: qui)

Recensione

Leggere "La strana biblioteca" è un'esperienza particolare. La paragonerei ad un'epifania di significato ritardato. Leggi l'ultima pagina e ti chiedi cosa ti abbia voluto dire il caro Murakami e solo ore dopo, magari durante una notte insonne, hai quell'illuminazione che ti fa capire tutto. 

Ogni amante dei libri dovrebbe leggere questa fiaba, intervallata dalle raffigurazioni di Lorenzo Ceccotti, disorientanti e forti come la trama. Sono in totale 26 capitoli che ci raccontano l'avventura (reale o onirica?) di questo ragazzino che si ritrova in una misteriosa stanza, la 107, di una biblioteca che decide di rinchiuderlo nei propri labirinti. 

Un bibliotecario tanto affabile quanto tenebrosamente misterioso, un uomo-pecora quieto e pronto ad aiutarlo, una misteriosa ragazza dalla pelle candida come quella della luna nuova, sono i personaggi che circonderanno l'avventura in cui lo studente verrà coinvolto. Non ci dice il suo nome, sappiamo solo che il curioso bambino vuole prendere in prestito un altro libro. 

La storia è fortemente allegorica perché la grandiosità di ogni esperienza di lettura non può essere condensata in immagini comuni. Questo, credo, il senso del surrealismo della fiaba. La biblioteca è il tesoro di ogni lettore e racchiude al suo interno gli infiniti mondi delle storie che custodisce gelosamente nei suoi scaffali. 

Murakami non vuole far altro che descrivere la dolce alienazione e compenetrazione che suscita una lettura appassionata, curiosa e vivida come quella del bambino.  Il potere dei libri si spinge al punto da far diventare reale un uomo travestito da pecora, un cane con un collare tempestato di pietre preziose.

La lettura, con i suoi miti, i suoi misteri, i suoi protagonisti, libera e consola. Esorcizza le nostre paure pungolando la fantasia. Chi legge vive in tanti mondi paralleli, universi di placida consolazione dall'inquietudine del reale. 

Cibo dell'anima, oppio per l'infelicità, amica fidata. Allora tutto è possibile: dimenticare il dolore, confinarlo nelle pagine, costruire il proprio lieto fine, voltare pagina, dimenticare il dolore. Panacea e illusione. Amante e traditrice allo stesso tempo

Un piccolo storno può sconfiggere il cane cattivo...ma oltre il labirinto, fuori, la luna non riesce a rischiarare la profondità del buio. L'ultima pagina fa assaporare l'amaro del dolore della vita che, al di fuori del libri, fa male. 

"Quando sono solo, il buio attorno a me si fa molto profondo. Come in una notte di luna nuova"




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