Prima che torni la pioggia, Elliot Ackerman: recensione

Prima che torni la pioggia : ecco la recensione per il romanzo di Elliot Ackerman edito Longanesi. Una storia toccante, una storia troppo vera

Prima che torni la pioggia
Elliot Ackerman
Longanesi
Recensione de
La bottega delle recensioni

"Prima che torni la pioggia" è stata una lettura impegnativa, moralmente parlando. Ve ne avevo presentato l'anteprima qui ed oggi arriva la tanto attesa recensione. Ringrazio sin da ora la Longanesi per avermi dato la possibilità di leggere un romanzo così vivido. 


Le case editrici, solitamente, ci propongono versioni romanzate dei conflitti bellici mediorientali. Poca realtà, poco sgomento. Il mondo invece- quello occidentale, fatto di persone come me che, nella comodità della propria dimora, pensano che tutto quell'orrore sia troppo lontano- ha bisogno di conoscere la verità

"Prima che torni la pioggia" è il romanzo di esordio di Elliot Ackerman, ora giornalista e scrittore, in passato militare. Già, lo scrittore ho combattuto in uno dei tanti plotoni statunitensi in Afghanistan.  Sarà forse per questo che leggere "Prima che torni la pioggia" riesce a ricreare quel mondo quasi alla perfezione

Aziz è il protagonista di una storia che mi sento di definire di "fratellanza". Ackerman ci regala, da americano, la possibilità di vedere questo insensato conflitto con gli occhi della popolazione che ne è sopraffatta.  La vita di Aziz e Ali è stravolta. Neppure l'amore dei genitori è riuscito a tenere le loro vite indenni dal dolore. La loro perdita ha, infatti, rappresentato per i fratelli l'inizio di un faticoso percorso di crescita. 

I due fratelli cercano con espedienti, ora di fortuna ora no, di costruirsi un futuro quando lo scoppio di una bomba inverte il ruolo fra i due. Il minore Aziz è costretto perciò a prendersi cura di Ali e cambierà profondamente, perché questo fa la guerra...cambia

Entrato nello Special Lashkar chiuderà l'innocenza degli anni passati nella durezza del nuovo cuore da combattente. Guerra e vendetta faranno il resto. Mi chiedo quanti occhi assetati di vendetta abbia visto Ackerman, quanti ragazzi annullati, quanti Aziz e quanti Ali. 

La trasfigurazione di Aziz conferisce al prosieguo della storia un sapore forse ancor più aspro. La veridicità della vicenda si avverte  dalla cruda semplicità dei particolari, quasi si potesse respirare quella polvere, il sudore e l'incedere del battito cardiaco prima di premere il grilletto.  Il cammino di Aziz si incrocerà con vissuti simili ai propri, nomadi di speranza e di amore. 


Ad ogni vita tolta senza pietà, nel profondo dell'anima, Aziz reprime a stento l'anelito della fuga. E la vera domanda a questo punto è...fino a che punto la guerra può oscurare il sogno di una vita diversa? 
Questa è la vera tragedia della popolazione afghana: non avere la scelta di credere in futuro senza scoppi del cuore.  Cosa avrà scelto alla fine Aziz?...





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