Dimmi che libro leggi e ti diró chi sei

La lettura è per tutti ma nessuno lo capisce






Rotolando fra un panettone e un cotechino, se ne sentono delle belle. Il Natale è stressante e per fortuna...è finito. Parenti e affini di ogni generazione e chili di troppo si uniscono in una combo micidiale. 
E giù con i clichè delle diete e dei buoni propositi. Per le fitness-drogate l'estate è alle porte; per le bio-fan è il momento di depurarsi. 
E poi ci sono io: una laureanda stressata che non vede l'ora di precipitare nel nulla cosmico del precariato post-laurea. Come se non bastasse, leggi e senti affermazioni da primato del rigurgito, roba che neppure la più raccapricciante delle visioni provocherebbe. 
Ed io che speravo che il 2015 avesse portato via con sè gli stolti. 
Eppure no...nel 2016 c'è ancora chi pensa che ci siano autori di serie a ed autori si serie b. 
Ti vedi masse di esaltati che sono pronti a vendere la madre pur di appartere ad elitè di letterati. 
Si, perchè se leggi sei colto. O meglio, se leggi- a detta loro- i classici, roba tipo Manzoni, Verga, Tolstoj,Calvino. Se leggi altro sei un povero sfigato analfabeta. 
A questa gente dico: 
la lettura non è uno status, è una passione. Fatelo per voi stessi, non per apparire migliori. 
Posso leggere anche Paperino e non per questo essere idiota quanto te che leggi Manzoni. 
Viva i libri, viva la lettura libera 

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