Olga di carta di Elisabetta Gnone: recensione

La recensione di Olga di carta di Elisabetta Gnone

Olga racchiude saggezza e fanciullezza in un ossimoro dal contorno magico.  Il suo viaggio ha una carica motivazionale davvero singolare.(La Bottega delle Recensioni)




Olga di carta recensione blog consigli lettura
Olga di carta. Il viaggio straordinario
Elisabetta Gnone
Scheda tecnica
Titolo: Olga di Carta
Autore: Elisabetta Gnone
Casa Editrice: Salani Editore
Pagine: 298
Prezzo: 14,90 euro

Trama
Olga Papel è una ragazzina esile come un ramoscello e ha una dote speciale: sa raccontare incredibili storie, che dice di aver vissuto personalmente e in cui può capitare che un tasso sappia parlare, un coniglio faccia il barcaiolo e un orso voglia essere sarto. Vero? Falso? La saggia Tomeo, barbiera del villaggio, sostiene che Olga crei le sue storie intorno ai fantasmi dell'infanzia, intrappolandoli in mondi chiusi perchè non facciano più paura. Per questo i racconti di Olga hanno tanto successo: perchè sconfiggono mostri che in realtà spaventano tutti, piccoli e grandi. Un giorno, per consolare il suo amico Bruco, dal carattere fragile, Olga decide di raccontargli la storia della bambina di carta che partì dal suo villaggio per andare a chiedere alla maga Ausolina di trasformarla in una bambina normale, di carne e ossa. Il viaggio fu lungo ed avventuroso: Olga s'imbatté in un venditore di tracce, prese un passaggio da un ragazzo che viveva a bordo di una mongolfiera e da un altro che attraversava il mare a remi. Più volte rischiò la vita, si perse, ma fu trovata da un circo. E quando infine trovò la maga, solo allora la bambina di carta comprese quante cose fosse riuscita a fare...

Recensione
"Olga Papel era una ragazzina esile come un ramoscello, mangiava come un uccellino, faceva respiri brevi e il suo esistere, quasi sempre, produceva pochissimo rumore, se non un leggero fruscio, come la pagina di un libro mossa dal vento" (Olga di carta, cit. p.10)

Elisabetta Gnone sceglie queste parole per il primo capoverso che ci introduce a Balicó, nel mondo di Olga.
Carezzevole il suo stile, delicato come la sensazione di velluto che stimola i polpastrelli quando si tocca il petalo di una rosa. Forte, come la tenacia delle protagoniste.
La particolarità di questo romanzo è la presenza di una storia nella storia: l'Olga di Balicó con l'Olga di carta. La prima una ragazzina misteriosa e dolce, capace di narrare storie incredibili quanto realistiche; la seconda, un foglietto di carta tenace che intraprende un viaggio per diventare "come tutti gli altri".
Le storie di Olga affascinano tutti, grandi e piccini, un pubblico estremamente variegato che sembra scelto nel tentativo di poter rappresentare la pluralità dell'essenza umana.
Fra tutti, la figura più toccante è quella del Signor Gibód.

" Era un uomo per bene. Un gigante che a vederlo faceva paura e invece non avrebbe fatto male a una mosca. [...] Aveva lavorato per un circo con sua moglie. Si erano conosciuti lì: lei era la donna cannone, lui l'addetto alla miccia.[...] Per anni si erano tenuti stretti,separandosi solo il tempo del lancio.[...] Poi non si sa come, la signora Gibòd era morta e il signor Gibòd, col cuore infranto, s'era perduto per il mondo."(Olga di carta, cit.p.71)

La storia è costellata da piccoli scorci sui personaggi che rendono l'atmosfera familiare, calda e vera.
L'altra Olga, quella di carta, quella raccontata dalla protagonista, è simile per gentilezza e caparbietà. La specularità delle figure si fa via via sempre più evidente, come il costante gioco di specchi fra personaggi paralleli.
E la bravura dello stile emerge anche dall'impianto con cui si è scelto di strutturare le due storie. La delicatezza del narrare riesce a bilanciarsi con l'impostazione a scacchiera delle favole. Un pó come se si incontrassero il soave ma profondo mondo della dolcezza con la suspance di un romanzo avvincente.
Colpi di scena, imprevisti, personaggi animati e singolari(Melo, la Maga Ausolina, Orso) si presenteranno lungo il viaggio dell'Olga di carta che sorprende il lettore con la sua forza d'animo dinanzi ad ogni ostacolo, come accade nell'episodio del rovo nel bosco.

"  [...]La bambina di carta non pensò neanche un minuto ad arrendersi. «È troppo presto per tornare a casa» si disse. «Questo rovo non è che il primo di una serie di ostacoli che certo troverò sul mio cammino, non devo farmi prendere dal panico». E ancora: «Se i sogni fossero facili da realizzare, non sarebbero sogni»"(Olga di carta, cit. p. 80)

Olga racchiude saggezza e fanciullezza in un ossimoro dal contorno magico.  Il suo viaggio ha una carica motivazionale davvero singolare. È un viaggio di speranza, di ricerca, animato dal costante tentativo di superare la propria diversità. È la storia degli ostacoli e del riscatto sugli stessi.
Sorprende per la semplicità con cui disarma le adulte convinzioni del lettore più disilluso.
Regala la genuinità degli occhi di un bambino avveduto.
Olga di carta è una favola sulla morale e del suo viaggio dalla nostra fanciullezza fino all'età adulta.
Tutto il potere della scrittura vi è rinchiuso.
Elisabetta Gnone ha creato un mondo che altera la logica di reazioni di fronte al diverso, a ciò che è fuori dagli schemi. E lo fa con gli strumenti letterari che, ancora una volta, sono l'epifania della didattica delle favole che da Esopo continuano ad insegnarci qualcosa.


"Il segreto è nella carta.[...] A osservarla bene,ogni carta mostra la sua fibra,che è molto più forte di quanto si creda! Però è anche flessibile e leggera,facile da modellare. Non c'è niente che non si possa fare con la carta,bisogna solo conoscerla e fidarsi di lei". ( Olga di carta, cit. p. 290) 



La bottega delle recensioni

Post più popolari