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giovedì 12 novembre 2015

L'Aleph di Jorge Luis Borges: recensione

La raccolta di racconti più eclettica che abbia mai letto. Ecco la recensione de L'Aleph di Borges


recensione Aleph Borges
L'Aleph di Borges: la recensione
Scheda tecnica

Titolo: L'Alpeh
Autore: Jorge Luis Borges
Genere: Racconti contemporanei
Editore: Universale Economica Feltrinelli

Descrizione
Ne L'Aleph Borges ci regala ben 17 racconti che utilizza come espedienti letterari per affrontare temi universali quali il tempo, l'eternità, la morte, la pazzia, il dolore, il destino. In ordine ritroviamo: L'immortale, Il morto, I teologi, Storia del guerriero e della prigioniera, Biografia di Tadeo Isidoro Cruz, Emma Zunus, La casa di Asterione, L'altra morte, Deutsches Requiem, La ricerca di Averroè, Lo Zahir, La scrittura del dio, Abenjacàn il Bojarì, ucciso nel suo labirinto, I due re e i due labirinti, L'attesa, L'uomo sulla soglia, L'Aleph.


Recensione

Elegante ed ermetico. Penso che questi attributi descrivano con onore l'autore della nostra raccolta. Lo scrittore e poeta argentino manifesta in ogni periodo la sua cultura letteraria e filosofica. Nel primo approccio alla lettura questa ostentazione di erudizione spaventa il lettore neofita del genere. Sarà forse lo stile erudito e rigoroso ad allontanare i lettori ancora poco esperti. Credo che lo si riesca ad apprezzare solo a fine lettura. L'epilogo posto dopo i 17 brani svolge una funzione chiarificatrice per quel lettore che si è perso fra un racconto e l'altro. 
Guardando la disposizione delle storie sembra quasi sia ispirata ad un climax imperscrutabile come se l'autore si accingesse a trattare temi che una novella troppo esplicita non era in grado di cogliere. Sono tali i racconti più difficili da comprendere poichè richiedono una riflessione più profonda. 
I primi, infatti, palesano più facilmente il tema ed il messaggio; non a caso sono i miei preferiti. Gli ultimi, invece, introducono in un mondo nel quale è indispensabile saper maneggiare una bussola filosofica per potersi muovere.
Ma, alla fine, questo è Borges. Mistero, intuito, poesia. Senz'altro è maestro del miraggio e dell'illusione. Le sue geniali interpolazioni ingannano il lettore in un gioco di falsificazioni che sembra quasi un mero esercizio di stile. Grande stile. 
Credo che non lo si possa biasimare. A volte la simbologia è l'utensile perfetto per cogliere temi impalpabili ma eterni. La lettura di Borges è da meditazione e riflessione. Grandi concetti in un libricino dall'immensa potenza letteraria. 





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