Misery di Stephen King: recensione

Misery: la "spaventosa" storia dello scrittore e della sua ammiratrice. Riuscirà Paul Sheldon a salvare il suo spirito letterario?

Scheda tecnica
Titolo: Misery
Autore: Stephen King
Editore: Sperling&Kupfer 
Pagine: 383 (formato cartaceo)
Prezzo: 8,42 euro ( scontato)

Trama
Paul Sheldon, reduce dalla sua ultima fatica letteraria apparentemente non apprezzata dai suoi fan, viene sequestrato da Annie, fan numero uno dell'autore in Colorado. Una serie di coincidenze, un incidente stradale, una nevicata segnano il percorso sul quale si incroceranno le strade dei due protagonisti. Dal giorno del sequestro inizia così la segregazione dello scrittore nell'abitazione di Annie, personaggio inquietante ed affetto da gravi patologie psichiche. L'incubo di Paul Sheldon è un climax di terrore che lo costringerà a resuscitare il personaggio di Misery pur di assecondare i desideri psicotici della sua carnefice. 

Recensione

"Misery non deve morire!" è la frase cult che ha contribuito a formare la fama ed il successo, anche cinematografico, del romanzo di King. L'autore ha la corona di re internazionale del genere horror per il quale produce bestseller. 
Come sostengono i degustatori di King, molto più esperti di me, il romanzo non può definirsi propriamente horror. Lo si dovrebbe catalogare più come thriller psicologico. La struttura narrativa attorno alla quale è costruita la suspance gioca sulle psicosi improvvise e non prevedibili di Annie, ex infermiera dal passato oscuro ed omicida.

 Paul Sheldon, drogato di Nevril  per la frattura alle gambe, è costretto a meditare in silenzio le possibilità di fuga cercando il più possibile di calarsi nella mente dell'infermiera letteraria. Fra somministrazioni di farmaci e punizioni, Sheldon farà rivivere il personaggio della serie che ha costruito il suo successo. King da molto spazio alla mente dell'autore ed al rapporto di paternità-simbiosi con l'opera come se volesse svelare ai lettori l'intimità delle sue creazioni e la singolarità dell'evento narrativo. La scrittura è lo strumento che permette a Paul Sheldon di rimanere a galla fra piloni di sofferenza e voglia di farla finita. 
Non ho apprezzato le dosi eccessive della narrazione laddove si soffermava sulle divagazioni quasi isteriche della vittima, quasi fosse un'agonia dei sensi. Se è vero che la psicologia dell'orrore è stata ricercata proprio nell'esasperazione della situazione,forse lasciare troppo spazio ai perchè ha in qualche modo "rovinato" l'agitazione che il lettore ricercava. 

Quanto ai personaggi, l'indiscussa bravura tecnica dello scrittore è riuscita a ricreare un equilibrio psicologico aguzzino-vittima che quasi sfiorava l'amore parossistico e l'odio folle. Un mix di sentimenti contrastanti che spiazzavano la prevedibilità delle mosse dell'uno e dell'altro.
Un romanzo da leggere e da gustare, quindi, che non ha la pretesa di terrorizzare ma la voglia di introdurti dolcemente nel mondo di King.  

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