Città di Carta di John Green: Recensione


Città di Carta, il romanzo di John Green che presto sarà sui grandi schermi in versione cinematografica


SCHEDA TECNICA
Titolo: Città di Carta
Autore: John Green
Casa Editrice: Rizzoli
Pagine: 391( formato cartaceo)
Prezzo: 16.00 euro

TRAMA (tratto da ibs.it)
Quentin Jacobsen è sempre stato innamorato di Margo Roth Spiegelman, fin da quando, da bambini, hanno condiviso un'inquietante scoperta. Con il passare degli anni il loro legame speciale sembrava essersi spezzato, ma alla vigilia del diploma Margo appare all'improvviso alla finestra di Quentin e lo trascina in piena notte in un'avventura indimenticabile. Forse le cose possono cambiare, forse tra di loro tutto ricomincerà. E invece no. La mattina dopo Margo scompare misteriosamente. Tutti credono che si tratti di un altro dei suoi colpi di testa, di uno dei suoi viaggi on the road che l'hanno resa leggendaria a scuola. Ma questa volta è diverso. Questa fuga da Orlando, la sua città di carta, dopo che tutti i fili dentro di lei si sono spezzati, potrebbe essere l'ultima.

RECENSIONE
Quando ti aspetti molto da un autore, statisticamente vieni deluso. Capita con gli scrittori che hanno sfornato best-seller di tutto rispetto.  Questo è quello che è accaduto con Città di Carta di John Green.
Dopo Colpa delle Stelle, ho acquistato questo romanzo con molte aspettative in parte frustrate a fine lettura. Non mi riferisco certo allo stile. La scrittura è sempre limpida, giovanile. Si adatta ai personaggi tratteggiati dalla mente narrativa. 
La storia è raccontata dalla prospettiva di Quentin, giovane con idee e prospettive sul futuro ben chiare. Ho invidiato la serafica determinazione di questo adolescente quasi adulto. Quentin vive in un contesto familiare sereno: due genitori psicoterapeuti sembrano reggere le scosse di assestamento della crescita. Azzarderei nel giudicarlo un quadro eccessivamente idilliaco. 
Questa rosea familiarità è controbilanciata dalla burrascosa famiglia di Margo, con due figure genitoriali incapaci di gestire le rivoluzioni di indipendenza e di ricerca di attenzioni della figlia. 
Quella che ci racconta Green è ancora una volta una storia adolescenziale incentrata per tre quarti del testo sulla ricerca di Margo scomparsa dopo una notte di "vendette personali" con Quentin.
Margo e Quentin sono molto diversi: uno spirito libero ed uno che sembra ingessato nell'occidentalità di una carriera ed una vita già scritte. 
Credo, tuttavia, che la profondità che l'autore tenta di imprimere nello stile di vita di Margo si perda in un certo banalismo. Ho apprezzato il riferimento metaforico di "Città di Carta" a personalità vuote ed inconsistenti ma forse il tema meritava di essere approfondito meglio. Avrei apprezzato maggiore introspezione nella fuga di Margo, le cui ragioni francamente peccano di immaturità.
Del personaggio femminile ho però apprezzato l'indipendenza caratteriale e la ricerca di un destino "diverso" non ingessato, fatto di adesso e non di domani. 
Neppure le ragioni del cuore riescono a fermare Margo...
Evidentemente amareggiata per il finale amoroso, vi lascio alla lettura sperando che voi possiate non essere delusi come la sottoscritta.

Buona Lettura amici bottegosi
Chiara

La bottega delle recensioni

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