Dodici porte di Daisy Franchetto: Recensione

Una storia di formazione che sfrutta elementi fantastici ed una narrazione riflessiva         
                                             

TRAMA
Dodici porte" è una lunga fiaba che si snoda attraverso dodici passaggi simboleggiati dalle porte che la protagonista (Lunar) supera, trovandosi a conoscere di volta in volta luoghi e dimensioni diverse. È un percorso di guarigione, ma anche un viaggio iniziatico alla scoperta delle sue reali origini. I personaggi e i luoghi incontrati rappresentano simbolicamente parti psichiche della protagonista e manifestazioni del percorso da compiere per superare il dolore legato al trauma subito. Lunar è una giovane, vittima di violenza. La notte stessa in cui si consuma il terribile episodio si trova a bussare a una porta in cerca di aiuto. È la porta della Casa. Le apre una strana donna accompagnata da un animale speciale. È questo il primo contatto di Lunar con una dimensione interiore che non credeva esistesse. La giovane tenterà di far fronte al periodo di dolore e di angoscia che la aspetta contando sulle sue forze e sull'aiuto della famiglia, ma quando si ritrova faccia a faccia con il suo carnefice, si rende conto di aver bisogno di un 'aiuto particolare.



RECENSIONE

Ciò che colpisce di questo romanzo è sicuramente l'originalità della scelta di trattare un tema delicato come quello della violenza sessuale attraverso il genere fantasy. Preliminarmente devo ammettere che  mi sento incerta nel collocare la storia di Daisy Franchetto nella stretta sezione fantasy. Sicuramente la narrazione e la storia sfruttano ambientazione, luoghi e situazioni fantastici. Tuttavia, la struttura dei personaggi ha più le peculiarità del genere psicologico e di formazione. 
Questa commistione di livelli narrativi rende l'architettura del romanzo molto accattivante soprattutto se unita alle tappe di evoluzione psicologica della protagonista. Lunar, vittima della violenza, sarà coinvolta in un processo catartico e terapeutico impostato metaforicamente dall'autrice proprio grazie agli espedienti fantasy. 
Per contro, alcuni elementi non hanno convinto il mio palato letterario. Personalmente gradisco le penne poco lente ed in alcuni capitoli la narrazione non scorreva velocemente. Ritengo che  sia un effetto che l'autrice abbia voluto imprimere per dare spazio a momenti più "riflessivi" che d'azione letteraria. 
Nel complesso, dunque, è un romanzo che consiglio per l'originalità dell'impianto tematico e le scelte stilistiche.

Come sempre vi invito a lasciare un commentino se anche voi avete letto il libro, se vi è piaciuto o meno. Insomma vi aspetto nei commenti e vi auguro un buon pomeriggio di questo Venerdì 17.

Chiara


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