Caffè Letterario. I limiti nella nostra vita e nei romanzi


Limiti. Il mio passato scolastico al suono di questa parolina minacciosa ricorda ancora il temibile studio di funzioni. Credo vivamente che lo studio di funzione abbia creato false aspettative in molte persone, me compresa.
Ricordo che in alcuni casi matematici, la funzione poteva tendere all'infinitoquesto era il gergo tecnico per descrive l'andamento al limite di una funzione. Ricordo che, fra un esercizio e l'altro, speranzosa pensavo : 

"Se me lo dice nonna matematica, così oggettiva e precisa, che nel mondo del razionale qualcosa può avere limiti infiniti -scusate l'ossimoro- allora sarà vero anche per gli uomini"


Fu così che questa , che si sarebbe rivelata un'errata considerazione, plasmò ciò che rimaneva da plasmare dei sogni e delle aspettative di una quindicenne determinata e ambiziosa.

Cari amici del Caffè, di queste aspettative parleremo oggi. Non ho la presunzione di essere portatrice di somme verità,  ma se dovessi dire come vedevo le cose meno di un anno fa potrei usare queste parole : vedevo me stessa come una possibile funzione  tendente ad un infinito positivo, senza limiti o, al peggio, capace di superare ogni mio limite. Mi sono sempre spinta oltre le mie capacità ed oltre ciò che mi veniva chiesto. Mi giudicavo per i limiti che superavo. Una corsa perenne contro ostacoli fatti di me e dentro di me.
Se è vero che sfidare i propri limiti può essere lodevole, dimenticavo la mia...umanità. Già, i limiti ci rendono umani. Siamo umani in quanto limitati. A volte ci caratterizzano e superarne alcuni significherebbe pregiudicare la nostra personalità.
Credo che ci innamoriamo di alcuni personaggi proprio perché avvertiamo un'affinità di limiti. Ci annoiano i personaggi perfetti, così lontani, così colpevoli di farci correre verso qualcosa che non esiste. E non so perché mi vengono in mente i personaggi di Pirandello, nella loro quotidiana umanità e pazzia.
Amo gli eroi che vincono nella loro imperfezione, perché danno una tregua dalle aspettative che abbiano di noi stessi. Sarà per questo che amo la narrativa contemporanea e sociale, quella più vicina al lettore. Forse, ritrovo nel romanzo ciò che vorrei riuscire ad accettare nella realtà : la serenità di un'esistenza in cui non si ricerca la perfezione ad ogni costo.
Con amarezza posso dire di aver riportato le cicatrici del tentativo di cambiare tutti i miei limiti. Con gioia, posso dire che i romanzi sono stati,  e continueranno ad esserlo, un porto piacevole dove attraccare durante la tempesta.
Con speranza, posso dire  che la felicità sta proprio nel saper sfidare se stessi senza superare....il limite....



E voi pantuflini del Caffè, come vivete i limiti? Simpatizzate per i personaggi imperfetti?

Come sempre, la partecipazione al Caffè è...senza limiti. Potete scrivere un commentino per dirmi la vostra oppure scrivere un vostro articolo taggandolo qui sotto così tutti potranno leggerlo. Sapete già che al termine del Caffè, fra una settimana, dedicherò una mostra dei partecipanti che  questa volta coinvolgerà tutti i social: facebook, google+ e Instagram.

Dunque, che le porte del Caffè si aprano...ah dimenticavo il menù dei desideri soddisferà tutte le vostre voglie culinarie virtuali ^_^

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