Colpa delle stelle di John Green

Colpa delle stelle, ricerca inflazionata su google. Prima in libreria e dopo al cinema, questo Green ha colpito ancora.
Per questa recensione faccio un'eccezione, sorvolando sulla trama.
È nota a tutti la straziante storia d'amore fra i due adolescenti, Hazel ed Augustus, conosciutisi ad un gruppo di supporto.
La trama in questo caso può fuorviare ed allontare il lettore dal messaggio di base che è più devastante delle frasi ad effetto che ritroviamo nel libro.
Definirlo un romanzo sul cancro è più che riduttivo, direi svilente.
Innegabilmente dobbiamo riconoscere all'autore la bravura nell'aver trattato anche gli aspetti più tetri della malattia, sapendo calibrare ironia e durezza.
Così come deve essergli riconosciuta l'originalitá dell'espediente letterario del "libro nel libro" dello  scrittore Van Houten.
Stilisticamente  è  una lettura che coinvolge come l'immediatezza e la spontaneità adolescenziale.
Come detto, però, l'attenzione va su altro, a mio parere.
La malattia, il cancro non sono altro che espedienti per veicolare una tematica che il mondo letterario conosce molto bene: l'amore e la morte. Da Piramo e Tisbe, Narciso ed Eco a Romeo e Giulietta ( solo per dirne alcuni) , amore e morte o, comuque, amore e difficoltà, si sono contese la scena.
E la forza sconvolgente di questa storia è aver messo queste Madrine letterarie in due fragili ragazzi che sembrano conoscere l'amore più di tutti. A nulla valgono le ritrosie di Hazel, quel suo volersi isolare per non essere fonte di atroce dolore. L'amore ti prende, ti pervade, fa del tuo cuore ciò che vuole e nulla, neppure la  morte, può placare la  sua forza.
Erroneamente si pensa che la fine della vita mortale sia anche la fine dell'amore. La fine carnale non puó annullare una realtà eterea ed infinita. Può darle una dimensione diversa  dolorosa certo, ma solo perchè lontana dalla nostra.
Come sempre, se un carnefice esiste in tutto ciò è solo il destino.
A differenza di quanto dice Cassio a Bruto nel Giulio Cesare di Shakespeare, infatti, è tutta colpa delle stelle.

Alla prossima lettori

Un abbraccio

ChiaraG

"È questo il problema del dolore. Esige di essere sentito"

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